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Le Ricette


Spaghetti alla carbonara (o pasta)

Posted on Luglio 25, 2009 by Staff

Ingredienti:

  • 150 gr di guanciale di maiale (o pancetta)
  • 1 cucchiaio di strutto  (o olio)
  • 1 spicchio d’aglio schiacciato
  • 600 gr di spaghetti piuttosto grossi (o qualsiasi altra pasta ad esempio a Roma viene servita spesso con i rigatoni)
  • sale e pepe q. b.
  • 5 uova
  • due dita di panna liquida (facoltativa)
  • 4 cucchiate di formaggio pecorino

Preparazione:

Soffriggere il guanciale, tagliato a dadini, nell’olio con l’aglio a fuoco molto basso. Appena l’aglio sarà colorito toglierlo. Cuocere in abbondante acqua salata gli spaghetti.

Variante 1:

Una volta cotti gli spaghetti accendere il fuoco della padella con il guanciale soffritto, scolare gli spaghetti e metterli nella padella, rompere le uova e mescolare fino ad ottenere la cottura delle uova, aggiungere pepe,pecorino e se piace la panna.

Variante 2:

Creare una cremina per accondire la pasta, sbattendo le uova con un pizzico di sale, il parmigiano, il pecorino una macinata di pepe e panna. Appena gli spaghetti saranno cotti condirli immediatamente aggiungendo il guanciale caldo.

Note:

  • Avendole provate entrambe io preferisco la prima variante, perchè adoro vedere i grumi di uovo mischiato al guanciale, ma è solo una questione di gusti
  • Anche se questa ricetta è per gli spaghetti alla carbonara suggerisco di provare anche con altri tipi di pasta.
  • La carbonara è una ricetta molto semplice e per questo è possibile sperimentare aggiungendo sapori fino ad ottenerne una versione personalizzata.

Storia:

Arcangelo Dandini, noto ristoratore romano ed erede di una storica tradizione, commenta così la questione: “Il giorno dopo l’intervista a Gualandi, la stessa troupe di Italiauno mi fece una controintervista, dove ho potuto fare chiarezza su questa vicenda. La carbonara è l’evoluzione del piatto che anticamente si chiamava cacio e ova, di origini Laziali e Abruzzesi, che i carbonari usano portare nei loro “tascapane”, preparati anche il giorno prima e consumati freddi, con il solo utilizzo delle mani (uguale per la cacio e pepe quando non avevano le uova). Le fonti? Mia nonna, che era una cuoca professionista, nata ai primi del novecento e che aveva appreso queste notizie da sua nonna anch’essa cuoca etc., mi parlava di questo piatto che negli anni cinquanta nella sua trattoria di Rocca Priora (RM) cominciavano a chiederle con il guanciale oppure, orrore, con la pancetta, spiegandomi che gli Americani avevano aggiunto questo ingrediente che confondevano con il loro bacon (poiché una volta si affumicavano anche i guanciali al fumo dei camini) e che fa tanto prima colazione americana.”

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